PSICOTERAPIA PER BAMBINI

La psicoterapia sistemico-relazionale per bambini

psicoterapia per bambini a saronno

Psicologo Saronno - Dott. Edoardo Perini

Nel mio studio privato mi occupo da anni di psicoterapia sistemico-relazionale per bambini. Mi ispiro all’insegnamento di Miriam Gandolfi e Maurizio Viaro, miei docenti, che per anni mi hanno supervisionato.

Ho una più che decennale esperienza come psicologo scolastico presso scuole dell’infanzia e primarie. Tale esperienza mi permette di conoscere approfonditamente le difficoltà dei bambini e di offrire una psicoterapia sistemico-relazionale per bambini efficace. Mi impegno perché la psicoterapia sistemico-relazionale per bambini avvenga in tempi ragionevoli.

Una prerogativa della psicoterapia sistemico-relazionale per bambini: coinvolgere i genitori nel trattamento

Gli adulti, salvo eccezioni, possono contare su una relativa indipendenza dagli altri. Essi possono decidere come disporre del proprio tempo. Ad esempio, possono scegliere di vivere in coppia, di avere una famiglia, di preferire una vita da single.

Da bambini le cose, di solito, vanno diversamente. La scuola e lo sport sono attività regolamentate e supervisionate da adulti. Essi, comunicando con la famiglia, le consentono di avere sempre la regia della situazione. Anche nel tempo libero si osserva un fenomeno simile.

Se in passato i bambini, soprattutto se vivevano in campagna, erano solitamente liberi di muoversi lontano dagli sguardi degli adulti, oggi la società è cambiata. E’ impensabile che i bambini godano di una simile indipendenza, soprattutto in città. A questo si aggiunge che i bambini, più che in passato, sono oggi al centro delle attenzioni dei propri genitori. I genitori desiderano occuparsi di loro con una consapevolezza sempre maggiore.

Quali conseguenze per la psicoterapia sistemico-relazionale per bambini?

L'intervento psicologico, per essere efficace, deve essere sempre al passo con i tempi. Non si tratta di dire se oggi il rapporto tra genitori e figli sia migliore o peggiore rispetto al passato. Semplicemente, bisogna prendere atto dei cambiamenti che sono avvenuti nella vita delle famiglie e valorizzarne gli aspetti positivi.

Oggi, secondo la psicoterapia sistemico-relazionale per bambini, non si può prescindere da un'accurata osservazione di tutta la famiglia. Le  difficoltà di ogni bambino, così come le sue risorse, sono profondamente interconnesse alla sua famiglia.

Ma allora è colpa dei genitori?

Assolutamente no! Non mi è mai capitato di pensare che le difficoltà dei bambini siano provocate dai loro genitori. Anzi, i genitori sono la risorsa più importante a cui attingere per affrontare i problemi dei loro figli. Essi sono per loro una presenza costante, che incide significativamente sul loro benessere.

Coinvolgere i genitori nella psicoterapia sistemico-relazionale per bambini significa avere una marcia in più ed ottenere così risultati concreti, in breve tempo e soprattutto stabili nel tempo.

Come si svolge la consultazione?

La consultazione, per i bambini dai 18 mesi ai 10 anni, prevede solitamente la somministrazione del test GM, elaborato da Miriam Gandolfi. Essa ha la durata di tre incontri.

  1. Il primo colloquio, che avviene con i genitori,  consiste in una raccolta anamnestica sui dati relativi al problema specifico  e sulla situazione più generale, ad esso collegata.
  2. La seconda è una seduta di gioco a cui tutta la famiglia, compresi gli eventuali fratelli conviventi, è presente. Questa seduta, con il consenso dei genitori, viene videoregistrata.
  3. Con i genitori, durante la terza seduta, vengono visionati i momenti più significativi del secondo incontro.

Questa metodologia è particolarmente utile, perché lo psicologo non si limita a dare consigli generici su come è opportuno comportarsi con i bambini. Egli interviene con indicazioni specifiche e concrete, che nascono dalla comprensione delle caratteristiche uniche di quello specifico bambino e della sua famiglia. Inoltre, gli stessi genitori, guidati dallo psicologo, hanno la possibilità di vedersi concretamente in interazione con i propri figli. Proprio per questo motivo, essi comprendono meglio le indicazioni dello psicologo.

La consultazione che propongo, ispirata alla psicoterapia sistemico-relazionale per bambini, può essere modificata, se la situazione lo richiede. Ricordate, non esistono regole rigide e valide per tutti e in ogni occasione!

Un esempio: come si procede se i genitori sono separati?

Solitamente, quando due genitori sono separati, preferisco non incontrarli insieme, soprattutto nei casi in cui è presente un'alta conflittualità. In queste situazioni, incontro in due momenti distinti i figli con la madre ed i figli con il padre.

Perché? Quando due genitori si separano, spesso ciascuno di loro inizia a condurre una vita indipendente dall’altro, non fosse altro perché va a vivere in una casa separata da quella dell’ex coniuge. Chiaramente, è giusto che i due genitori collaborino nella crescita dei figli. Tuttavia, è ancora più importante che ciascuno di essi, separatamente dall’altro, trovi una propria dimensione ed un proprio modo di rapportarsi con i figli.

Se i genitori separati vengono incontrati dallo psicologo sempre insieme, si rischia di creare un contesto terapeutico in cui si riporti l’attenzione sul conflitto passato. Il rischio è non dare sufficiente spazio ad entrambi gli ex-partner e non tenere sufficientemente in considerazione i cambiamenti che nella loro vita sono avvenuti. La psicoterapia sistemico-relazionale per bambini, ha la caratteristica di porre l’accento sul cambiamento, non ostacolandolo, ma favorendo lo sviluppo di nuove risorse.

Anche in questo caso, tuttavia, la regola non è rigida. Ogni situazione fa storia a sé, quindi esiste sempre la possibilità di effettuare, anche per i genitori separati, alcuni incontri congiunti.

Quali sono i disturbi trattati nella psicoterapia sistemico-relazionale per bambini?

fobia scolare;

disturbi della condotta;

difficoltà sociali;

disturbi dell’apprendimento;

disturbi dell’umore (depressione);

disturbi d’ansia;

disturbi dell’alimentazione;

enuresi ed encopresi;

co-sleeping;

difficoltà di attenzione ed iperattività.

I disturbi specifici di apprendimento, l’uso di test e la certificazione

Secondo la psicoterapia sistemico-relazionale per bambini, le difficoltà scolastiche non vanno considerate separatamente dagli aspetti emotivi. Se sono presenti difficoltà scolastiche, durante la consultazione prevedo l'utilizzo di test finalizzati a comprendere le competenze di base del bambino.

Questi test vengono abbinati all'analisi dei quaderni di scuola, perché ritengo che soltanto partendo dalla produzione scolastica si possa comprendere il modo con cui un bambino apprende. E’ necessario valutare come l’alunno organizza lo spazio sul foglio, come scrive, come disegna e come colora. La valutazione viene condotta tenendo conto del quadro relazionale che il bambino sta vivendo, nonché del suo stato emotivo nel corso della seduta. I risultati numerici dei test non sono considerati in modo assoluto.

In questa prima fase, prevedo spesso un confronto con gli insegnanti di scuola. Ritengo necessario creare con loro un dialogo costruttivo, nell’interesse del bambino. La mia lunga esperienza come psicologo scolastico mi consente di avere dimestichezza con il mondo della scuola, di cui conosco approfonditamente le dinamiche.

Se, dopo aver effettuato una prima analisi funzionale del bambino, mi accorgo che è necessario procedere ad una valutazione più approfondita, invio il bambino, a seconda delle esigenze, a neuropsichiatri e neuropsicologi infantili, logopedisti e psicomotricisti. Più in generale, coinvolgo tutti gli operatori che possono essere utili a comprendere adeguatamente la situazione, in un'ottica di intervento multidisciplinare. Tuttavia, non ritenendo utile proporre a tutti lo stesso iter diagnostico, scelgo sempre quali operatori coinvolgere in ciascuna situazione. Desidero evitare un eccessivo dispendio di tempo e di denaro per le famiglie ed offrire un intervento improntato sul principio della gradualità.