Nel mio percorso di psicologo e psicoterapeuta, oltre che di docente presso l’E.I.S.T. di Milano, ho sempre riservato uno spazio centrale alla formazione continua e al dialogo con i colleghi appartenenti alle diverse scuole di psicoterapia. Sono infatti profondamente convinto che la qualità dell’intervento psicoterapeutico non possa prescindere da un confronto costante con altri professionisti e con le istituzioni formative che si occupano di costruire le competenze cliniche delle nuove generazioni di terapeuti.
È proprio a partire per questa convinzione che ho deciso di candidarmi all’EFTA-TIC (Training Institutes Chamber) dell’EFTA, European Family Therapy Association, la principale organizzazione europea che promuove la psicoterapia sistemico-relazionale a livello internazionale, con l’obiettivo di favorire il dialogo, la ricerca e la qualità clinica nel lavoro con individui, coppie e famiglie.
COS’E’ L’EFTA-TIC?
L’EFTA-TIC rappresenta le scuole e gli istituti di formazione riconosciuti in ambito sistemico, è pertanto uno spazio prezioso per la riflessione collettiva sulla formazione, sull’evoluzione del pensiero sistemico e sulle buone pratiche didattiche e cliniche. È un luogo dove i diversi modelli e approcci sistemici possono incontrarsi, contaminarsi, dialogare, e da cui nascono spesso sinergie importanti.
PERCHE’ QUESTA CANDIDATURA?
La mia candidatura nasce dal desiderio di contribuire attivamente a questo dialogo europeo, portando con me non solo la mia esperienza clinica, ma anche il mio impegno costante nella costruzione di ponti tra scuole, modelli e professionisti. Credo che la psicoterapia sistemica abbia ancora moltissimo da dire nella società contemporanea, ma per farlo deve sapersi rinnovare, aprire, fare domande, e soprattutto ascoltare i bisogni emergenti, le nuove forme del disagio, le trasformazioni sociali e culturali in corso.
In questo senso, il dialogo tra colleghi e il confronto tra approcci non è solo un’opportunità di crescita individuale, ma una responsabilità professionale. È un modo per costruire insieme una risposta psicoterapeutica più coerente, più sensibile, più efficace. Ed è anche una modalità per coltivare una comunità professionale viva, attenta, consapevole del proprio ruolo nel mondo, perché, in fondo, il pensiero sistemico ci insegna proprio questo: che il cambiamento, anche quello professionale, è sempre una questione relazionale.


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